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Secondo la scienza
medica estremo orientale
il nostro corpo è
percorso da 14
meridiani, delle specie
di canali lungo cui
scorre la nostra energia
vitale. Questi meridiani
collegano tra loro i
vari organi interni e
gli organi con la
superficie cutanea,
consentendo quindi a
tutto il nostro corpo di
ricevere l’energia
vitale necessaria al
nostro ottimale stato di
salute psico-fisica.
Un’alterazione
dell’equilibrio
psico-fisico come ad
esempio una caduta con
conseguente botta o
contrattura, oppure
un’arrabbiatura o uno
stato di stress possono
generare un ristagno
d’energia lungo un
meridiano: parliamo
quindi di blocco
energetico che, se non
risolto sul nascere,
genera un disturbo
all’organo/sistema
corrispondente al
blocco. Se il blocco si
risolve, l’organismo
ripristina il flusso
energetico e dunque lo
stato di salute; se il
blocco persiste, il
disturbo degenera in una
sintomatologia sempre
più importante, fino
alla patologia.
Le tecniche di
digitopressione e
l’agopuntura sono metodi
efficaci per
ripristinare il corretto
fluire dell’energia
vitale. In Estremo
Oriente ed in
particolare in Cina,
dove la longevità è
considerata un bene
assoluto, è diffusa la
pratica della ginnastica
quale metodo di
prevenzione e di
mantenimento del buon
stato di salute.
La ginnastica
energetica, che origina
appunto dall’Estremo
Oriente, consiste in
un
insieme di esercizi
codificati che, per
mezzo di posture,
respiro e concentrazione
consentono di aiutare
l’organismo a mantenere
un corretto equilibrio
psico-fisico.
A differenza della
comune ginnastica nella
quale ogni esercizio
richiede una serie di
ripetizioni, nella
ginnastica energetica
l’esercizio consiste
nell’assunzione di una
determinata postura e
nella contrazione di
tutta la muscolatura
della zona coinvolta
nell’esercizio. La
presenza mentale
nella
fase di contrattura è un
aspetto determinante
nella ginnastica
energetica, perché è
necessario “sentire”
tutti i muscoli
coinvolti che si
contraggono. La
posizione va tenuta per
dici secondi,
trattenendo il respiro.
Quindi si rilassano i
muscoli espirando.
La contrattura della
muscolatura produce
delle micro-tensioni sui
vasi sanguigni della
zona coinvolta
nell’esercizio; quando
si rilassano i muscoli,
i vasi sanguigni si
espandono, lasciando
passare un maggiore
afflusso di sangue, che
produce lo sblocco
dell’energia stagnante.
Questi esercizi, che a
prima vista potrebbero
sembrare molto semplici,
richiedono in realtà
molta disciplina,
presenza mentale e
costanza. È grazie alla
pratica quotidiana che
si acquista maggiore
sensibilità verso il
proprio corpo e si è
quindi in grado di
gestire meglio la
contrattura ed il
rilascio della
muscolatura interessata
nei vari esercizi. Il
senso di stanchezza
fisica dopo un paio di
esercizi è sinonimo che
non si stanno eseguendo
nel modo corretto.
È
quindi preferibile
muovere bene i primi
passi verso questo tipo
di ginnastica
affidandosi ad un
istruttore preparato,
che correggerà posture
errate e guiderà il
neofita a concentrarsi
sui vari muscoli durante
gli esercizi, sia in
fase di contrattura, che
di rilascio.
Gli esercizi della
ginnastica energetica
partono dall’alto,
quindi dalle braccia,
per arrivare alle gambe.
L’esercizio di
contrattura e rilascio è
abbinato ad un esercizio
di allungo dei muscoli.
La ginnastica
energetica, quindi,
oltre a conservare il
fluire dell’energia
vitale, è un buon
esercizio di stretching.
Alcuni esempi di
esercizi sulla destra
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